21 set, 2011
Ieri, 20 settembre 2011, si è tenuto il Consiglio Regionale a cui ho preso parte, come sempre. Numerosi e interessanti gli argomenti e le proposte di legge in discussione.
Tema rilevante all’ordine del giorno, le modifiche al Regolamento interno del Consiglio Regionale nella parte sulle modalità di convocazione dell’assemblea e delle Commissioni tramite posta elettronica certificata (PEC).
Analizzando la modifica proposta ho ritenuto necessario proporre alcuni correttivi tecnici perché il testo non sembrava andare nella direzione di una reale maggiore efficienza del Consiglio.
Ho, inoltre, presentato all’assemblea alcuni emendamenti al Regolamento con l’obiettivo di rendere più celere ed efficace l’attività del Consiglio ed al tempo stesso offrire maggiori garanzie all’attività svolta dai Consiglieri. A seguito della mia proposta, il Presidente del Consiglio Introna ha preferito rinviare alla seduta seguente la discussione su quel punto all’ordine del giorno per consentire a tutti i Consiglieri di analizzare le modifiche proposte e sviluppare una discussione documentata sull’argomento.
Siamo passati, quindi, al disegno di legge, relativo alle “Norme sulla partecipazione della Regione Puglia alla formazione e attuazione del diritto comunitario”, approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale. E’ stato un chiaro segnale che, laddove vi siano buone proposte, a prescindere dal versante politico da cui provengono, si riesce a raggiungere un’unità di vedute quanto mai necessaria in un momento tanto difficile.
La legge in questione, come indicato anche nel comunicato stampa del Consiglio Regionale, disciplina la partecipazione della Regione Puglia alla formazione degli atti comunitari e l’adeguamento dell’ordinamento regionale agli obblighi comunitari. Nella legge è fissato il 30 aprile di ogni anno come termine entro il quale la Giunta regionale dovrà proporre al Consiglio la “Legge comunitaria regionale” che riguarda lo stato di conformità della legislazione regionale alla normativa europea. E’ stato regolamentato anche il ricorso dinanzi alla Corte di Giustizia delle Comunità europee da parte della Regione, qualora questa ritenesse i provvedimenti comunitari illegittimi.
Pure all’unanimità è stata approvata la modifica della legge “Norme organiche in materia di spettacolo e delle attività culturali”. Le correzioni sono intervenute su due articoli.
La prima ha riconosciuto il ruolo di interesse regionale a Fondazioni, Istituzioni Concertistico-Orchestrali (Ico), Teatri stabili, organismi di produzione e promozione, cui la Regione partecipa in qualità di socio e per cui prevede la partecipazione di almeno un suo rappresentante.
L’altra ha riguardato l’Osservatorio regionale dello spettacolo, la cui composizione è integrata con un componente designato dalle più rappresentative organizzazioni sindacali dei lavoratori dello spettacolo.
Si devono leggere certamente come un segnale positivo anche le modifiche all’articolo 26 del Regolamento interno del Consiglio Regionale che hanno di fatto abbreviato i periodi di pausa dell’attività dell’Assemblea. Un cambiamento che acquista ancora maggior importanza in un momento come quello attuale, in quanto consentiranno al Consiglio di lavorare anche quando fervono attività di particolare urgenza a livello comunitario e parlamentare.




