Le mie considerazioni al C.R. del 25 ottobre

Le mie considerazioni al C.R. del 25 ottobre

26 ott, 2011

I lavori del Consiglio u.s. hanno preso inizio a seguito del minuto di raccoglimento osservato per esprimere la nostra vicinanza alla popolazione della Turchia orientale colpita da un terremoto che ha provocato numerose vittime e per rappresentare il nostro cordoglio per la scomparsa dell’ex consigliere regionale Vittorio Potì, personaggio di spicco della vita politica salentina e del socialismo. Il primo punto all’ordine del giorno prevedeva la discussione del disegno di legge relativo alla Semplificazione e alla qualità della formazione. Prima di passare alla discussione sul punto, però, il consigliere Damone (Ppt), ha opportunamente denunciato la situazione di grave difficoltà in cui versano gli ospedali pugliesi, ricordando all’assessore Fiore del concreto rischio di licenziamento per circa 500 operatori sanitari, e rammentando la spesa sanitaria spesso eccessiva e fuori da ogni tipo di controllo. Sull’argomento l’assessore competente ha manifestato le proprie preoccupazioni, riconoscendo la necessità di un intervento mirato sulla questione. Proficua la discussione sul ddl “Semplificazione e qualità della normazione”. Il disegno di legge, approvato con voto unanime del Consiglio regionale, è certamente degno di attenzione, per le finalità che si pone. Puntare ad una produzione legislativa più chiara, omogenea e semplificata va certamente nella direzione della certezza del diritto e della accessibilità dei testi normativi da parte di tutti i consociati. Il disegno di legge, però, presentava alcune criticità in ragione delle quali ho ritenuto utile intervenire apportando un contributo che la stessa maggioranza consiliare ha ritenuto essere proficuo e costruttivo alla norma in discussione. Ed infatti, ho sottolineato nell’intervento in Aula, che accanto alla qualità della normazione non va posta in secondo piano la celerità e l’efficacia con cui ciascun consigliere deve poter lavorare per poter esercitare le proprie prerogative consiliari in tema di produzione legislativa. Dunque, onde evitare che la legge in discussione potesse sortire effetti contrari a quelli desiderati, quali l’inefficienza della struttura regionale ho proposto alcuni emendamenti tesi ad apportare alcune migliorie al testo da approvare. Le modifiche proposte, ed approvate all’unanimità, hanno riguardato la fase della preventiva valutazione tecnica sulle proposte di legge, cd. ATN, garantendo così da un lato una previa verifica tecnico-giuridica sulle proposte di legge, ma evitando l’effetto di bloccare per il suo tramite l’attività legislativa regionale. Tra gli aspetti innovativi introdotti dalla legge vanno segnalati strumenti di verifica della qualità della legislazione, come l’AIR, ovvero l’analisi di impatto della regolamentazione (che permette una valutazione preventiva degli effetti della legislazione sulle attività dei cittadini, delle imprese e sul funzionamento delle Pubbliche amministrazioni) e la VIR (Verifica dell’impatto della regolamentazione), da effettuare a posteriori non prima di due anni e non dopo cinque anni dall’entrata in vigore della normativa interessata. I lavori sono proseguiti con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno con cui la Regione Puglia, facendo propria un’azione congiunta delle Conferenze dei presidenti delle Regioni e dei presidenti di Consigli e province autonome, mira a ribadire la propria piena competenza nel progetto di riforma degli organi regionali e dei relativi costi. Viene rilanciata quindi la proposta dei presidenti di Giunte e Parlamenti regionali che punta, oltre agli interventi sui vitalizi, all’aggiornamento del protocollo d’intesa del 14 luglio 2005 tra le Conferenze, per migliorare il dialogo e la collaborazione tra Esecutivi e Assemblee. Prima di terminare i lavori l’Assessore al bilancio Pelillo ha informato l’Assemblea della disponibilità di circa 54 milioni di euro reperiti a seguito di una revisione dell’istituto del Patto di stabilità e destinati a garantire una maggior margine di manovra agli enti locali nell’ambito delle proprie attività amministrative.