Questione “Gino Lisa”

Questione “Gino Lisa”

27 ott, 2011

In tempi di diffusa insoddisfazione per l’attività delle istituzioni e per l’inefficienza della politica, è comprensibile che si faccia di tutt’erba un fascio; penso però che così facendo si finisca per disegnare un quadro sbagliato e fuorviante della situazione, che porta a confondere le responsabilità di ciascuno in un pantano indifferenziato. Ritengo fisiologico seppur non condivisibile, ad esempio, che si veda nel Governo Berlusconi la causa di molte cose che non vanno, anche perché nella crisi presente agiscono fattori complessi e perché manca qualsiasi prova che un altro esecutivo avrebbe fatto di più o di meglio. Ma onestà intellettuale vuole che lo stesso discorso valga per l’azione della Regione Puglia, che ha un suo Governo e una sua maggioranza. Chiedersi “che fanno i consiglieri regionali”, senza verificare le possibilità di azione –e le correlative responsabilità- di coloro che siedono in Giunta o in maggioranza rispetto a chi è collocato all’opposizione è un esempio di quel meccanismo fuorviante di cui parlavo. Un consigliere di minoranza, quale mi onoro di essere, ha compiti e possibilità di verifica, di controllo e di critica, non di governo. Se nell’esercizio della mia azione propongo emendamenti tesi al potenziamento della Capitanata ed essi vengono respinti nell’assenza o con l’indifferenza della Giunta Regionale, possiamo essere messi tutti nella stessa categoria? Perché addebitare a tutti noi pro quota un’inerzia o una scarsa considerazione delle istanze della Capitanata che non trova riscontro nei fatti? Lo dico a maggior ragione perché, nel corso della mia attività politica, sono stato sia all’opposizione che al governo: non sono cioè uno che, libero da responsabilità, si permette il lusso di fare il grillo parlante o di distribuire bacchettate. Prima ancora di chiedere risorse, infatti, mi sono battuto, da assessore alla Programmazione della Provincia, per fare dell’aeroporto di Foggia, che oggi vede purtroppo la soppressione dei voli, il fulcro vitale di una serie di relazioni di trasporto, una struttura portante di un sistema intermodale connesso, tale da servire in modo coordinato il sistema produttivo e la società di Capitanata. È di quella progettazione, come di tutto il complesso lavoro che va sotto il nome di “Capitanata 2020” che il Governo regionale non è riuscito finora ad essere interlocutore, e a questo dovere avrebbe dovuto essere richiamato soprattutto da quanti, facendo parte della maggioranza, hanno ovviamente un potere di intervento e una capacità di farsi ascoltare dal presidente Vendola e dai suoi assessori molto maggiore della mia. Perché esistono le collocazioni politiche ed anche quelle geopolitiche: non c’è automatismo fra numero di esponenti di un territorio in Giunta e attenzione a quel territorio; ma il fatto che uno solo dei quattordici assessori di Vendola venga dalla Capitanata è forse qualcosa in più di una casualità anagrafica. Se facciamo finta che le colpe siano “della Regione” o “della politica” non facciamo un buon servizio ai cittadini: specie se l’attività dei consiglieri regionali non è misurata dai passi e dalle iniziative concrete che hanno assunto e dai voti che hanno espresso, ma dalla loro capacità di produrre comunicati stampa e pagine facebook. La visibilità è certamente una cosa giusta e desiderabile: ma bisogna che ci sia qualcosa da vedere.